Sapete cos’è il debunking? Significa fare piazza pulita dei luoghi comuni, smascherare la fuffa, sfatare i miti. Bello eh? E adesso, non ci crederete, ma va di moda. Strano che in questo mondo in cui è tutto un po’ fake (dal viso alle borse firmate, dai dupes dei profumi alle creme miracolose) una cosa come il debunking possa diventare una tendenza, ma forse è proprio l’eccesso di fake che l’ha generata e alimentata.
Fatto sta che sono nate nuove eroine/eroi del beauty che hanno come missione quella di dire tutta la verità nient’altro che la verità su prodotti, formule, efficacia.
Ne ho parlato in un articolo uscito su d la Repubblica, un paio di numeri fa. E ho pensato di riproporvelo anche qui perché mi sento una debunker-wannabe. Un po’ lo sono già: nel senso che sul giornale per cui scrivo cerco sempre di andare oltre stereotipi e cliché. Ma il debunking drastico in cui si fanno nomi e cognomi e si dice che la tal crema non fa niente e il tal siero “spippola”, è difficile se non impossibile da fare. A meno che tu non faccia solo quello nella vita e sia completamente sganciata da qualsiasi realtà editoriale. Non è ovviamente il mio caso.
Ma quello che però cerco di fare in questa newsletter che invece non è sostenuta da nessun inserzionista pubblicitario, è parlarvi con onestà e sincerità solo di prodotti che secondo me funzionano. E mi fanno stare bene. Non faccio recensioni negative, non mi piace farle. La Don’t Buy List la potete leggere nella newsletter della debunker numero 1: Jessica DeFino.
Chi sono le debunker più importanti?
Oltre alla già citata Jessica DeFino (di cui vi ho già parlato in più di un post) e che notoriamente è quella che ci va giù più dura e che ormai ha costruito una carriera proprio su questo, a me piace Michelle Wong
Chimica, divulgatrice scientifica, autrice di un libro (The Science of Beauty), del sito Lab Muffin e dell’omonimo canale YouTube, Wong si impegna a fare chiarezza.
Dice:
"Fare chiarezza è importante perché online circola molta disinformazione. Per gli utenti è difficile capire cosa sia vero e cosa no, soprattutto perché molti esperti percepiti come autorevoli diffondono concetti profondamente sbagliati. Gli algoritmi tendono ad amplificare contenuti insoliti e sensazionalistici, così le opinioni minoritarie spesso diventano virali"
A lei ho chiesto quali sono i luoghi comuni più diffusi e mi ha fatto questo elenco:
gli schermi solari fanno male alla salute
l’acido ialuronico secca la pelle a meno che non lo applichi con dell’acqua o in un ambiente umido
i filtri solari minerali garantiscono maggiore protezione di quelli chimici
la luce blu danneggia la pelle
gli ingredienti naturali sono più sicuri e più efficaci di quelli sintetici
non devi usare i solari se sei incinta
Poi le piace scagliarsi sui falsi esperti: sedicenti dermatologi, cosmetologi che dicono grandi verità. Li chiama “eggspert” e su YouTube racconta come smascherarli
Altre due grandissime debunker sono The Lipstick Lesbians, meravigliosa coppia queer che avevo intervistato e di cui vi avevo già parlato, che organizzano proprio corsi per imparare a capire meglio i cosmetici. Le amo!!!
In Italia abbiamo Beatrice Mautino. Anche lei divulgatrice scientifica che scrive anche su Il Post. Non parla solo di beauty e a volte si accanisce sulle persone sbagliate (colleghe beauty editor che scrivono pezzi giocosi senza velleità scientifiche) ma fa spesso riflessioni interessanti.
Nel pezzo che ho scritto su d la Repubblica, ho intervistato anche un sociologo per capire come mai va di moda sfatare dei miti che ci siamo creati da soli. Lui, Nello Barile, professore associato presso il dipartimento di Comunicazione dello Iulm, mi ha detto un sacco di cose e vi estrapolo alcuni passi
"L’eccesso di saturazione dell’offerta, e di sofisticazione della comunicazione, produce vere e proprie crisi di rigetto che vanno sotto il nome di debunking e deinfluencing. Il primo nasce a partire dall’informazione politica e approda al mondo del beauty e l’opera di disvelamento tende a sfatare falsi miti di bellezza come anche rimedi magici e finte campagne green, ovvero un problema semiotico, alla Roland Barthes, nel senso di andare a grattare la superficie dei segni per capire cosa si annida nel profondo (ovvero l’ideologia).
E ancora:
che si tratti di sfatare, smascherare o decostruire pseudoverità propugnate dai social media e dai loro protagonisti, la decodificazione della bellezza e il suo equivalente nella moda, il deinfluencing, hanno assecondato un sentire più esteso che potremmo definire come deglobalizzazione
In sintesi: ne avevamo proprio bisogno. Basta fuffa, basta creme miracolo, basta 10 anni di meno in 3 settimane. Ma chi ci crede?
Beauty Pills
Vi segnalo un post molto interessante
Collanine Colorate per Clarins
Clarins super cool!!!! Altro che Rhode!
Per tutto il mese di settembre, acquistando i Lip Comfort Oil di Clarins in esclusiva nelle profumerie Naïma e online su naima.it si riceverà in omaggio uno speciale porta-Lip Oil creato da Collanine Colorate: un accessorio divertente da attaccare alla borsa o ai pantaloni, per dare un tocco unico ai look di tutti i giorni e ricordarsi di idratare le labbra in ogni momento della giornata.
Lo trovate qui
Glow glow glow!
Il glow continua a essere un tema importante. Non se ne esce. Bisogna avere la faccia lucida e di porcellana come piace alle coreane. Ne avevo parlato in un post sulla cosmetica coreana. Questo nuovo di YSL (che non ho provato), All Hours Glow Foundation, sembrerebbe proporre un effetto più naturale. Ma le immagini di campagna puntano sul glazed-glazed. Ve ne parlo perché mi interessa il trend più che il prodotto: una cristallizzazione dell’incarnato e un effetto bambola che mi fa pensare quanto l’aging non sia contemplato da questa visione.
Detto ciò, di solito i prodotti di YSL (trattandosi sempre di mamma L’Oréal) sono ben formulati, quindi sarà sicuramente un ottimo fondotinta
Lo trovate qui
Le borracce 24Bottles
C’è un motivo per cui le borracce termiche 24Bottles costano sensibilmente più delle altre? Non saprei. Io ne ho due più altre 2 comprate per le mie figlie. Le ho comprate perché mi piaceva la grafica! Eh sì. Il contenitore in questo caso conta tantissimo. Poi sono ottime e fanno quello che devon fare. Ma anche una che avevo preso al supermercato e che costava 10 euro fa la stessa cosa. Quindi è tutta una questione di grafica. Mica poco. L’abito conta.
Al prossimo lunedì







Da addetta al settore hairstyle e saloni di bellezza, non posso non segnalare due dei miti più duri a morire: lo shampoo che “farebbe crescere i capelli più velocemente” e la convinzione che tagliarli in fase di luna crescente li renda più forti e rigogliosi!
Ciao Susanna, vedessi nel Wellness quanti ce ne sono! 😊 E a proposito del tuo link sull'Ossessione Proteine, uno dei miti wellness più in voga a giudicare dai nostri supermercati, avevo scritto anch’io qualcosa tempo fa: magari ti interessa, come io ho trovato interessante la tua newsletter 👉 https://ninagiga.substack.com/p/60-ve-le-buco-ste-proteine-1?utm_source=publication-search
Un abbraccio,
N